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La sconfitta Americana in
Iraq: una valutazione delle conseguenze
Lorenzo Matteoli
Con la ritirata da Falluja, con lintervento
del battaglione Irakeno al commando dei generali del disciolto esercito
di Saddam, e con la rivelazione dei vergognosi comportamenti dellesercito
Americano e Inglese ad Abu Ghraib e a Basra viene storicamente sancita
la sconfitta morale e militare della Coalizione in Iraq.
Ci vorranno mesi prima che questa banale evidenza venga riscontrata nei
fatti, accettata dai vinti e riconosciuta dalla politica e dai leaders
Americani condizionati dalla campagna elettorale in corso. Assisteremo
a una lunga e orribile agonia dove altre torture e ammazzamenti aumenteranno
di migliaia le vittime della Guerra oramai persa. Alla fine, lesercito
Americano si ritirera dallIraq, in modo piu o meno decente,
probabilmente senza nemmeno salvare la faccia irrimediabilmente lordata
dalle oscene crudelta' dei carcerieri di Abu Ghraib. La guerra e
stata condotta con barbarie, stupidita e incompetenza da un esercito
che nulla ha imparato dalle sue sconfitte (Vietnam, Somalia, Haiti, Guatemala,
Panama, Granada).
La vergogna di Abu Ghraib e Basra non si cancellera e restera
come marchio di infamia sulla nazione che per anni avevamo pensato leader
e massimo rappresentante dei valori civili del Mondo Occidentale. I media
Americani (e non solo Americani) faranno di tutto per nascondere, manipolare,
ridurre le responsabilita: i disgraziati teppisti responsabili delle
schifezze verranno puniti, ma la faccia dei generali e dellelite
al vertice non si potra ripulire e lodore ripugnante della
vicenda restera per decenni. Una macchia per tutto lOccidente
e non solo dellesercito Americano e della classe politica USA: qualcuno
dovra' rendere conto.
Se la guerra e stata fatta per eliminare il pericolo delle armi
era inutile, se e stata fatta per abbattere lorrendo regime
di Saddam il risultato conseguito viene pagato a un prezzo di eguale orrore,
se e stata fatta per il petrolio e stata persa. Se e
stata fatta per liberare lIraq e portare la democrazia il risultato
e ancora piu ripugnante: lIraq si dovra gestire
una guerra civile lunghissima con scontri fra fondamentalismi religiosi,
gruppi di potere etnico, warlords e fazioni delle diverse marche di terrorismo
islamico.
La sconfitta sul campo morale, culturale e militare della piu grande
potenza mondiale richiede ora analisi e valutazione attenta: innanzitutto
perche non era stata prevista nemmeno dalle potenze che si erano
opposte allintervento e inoltre perche le conseguenze saranno
di portata storica planetaria.
LAmerica perde in Iraq non solo il petrolio e il controllo sul petrolio
del Centro Asia, ma la sua credibilita economica e finanziaria e
questo fatto avra il suo riscontro sui mercati nellarco di
uno o due anni: il tempo necessario perche maturi la presa di coscienza
della opinione pubblica mondiale. La sconfitta in Iraq mette in evidenza
una deficienza culturale profonda di tutta la classe dirigente Americana.
La cultura del corporate management USA non e in grado
di garantire gli investimenti strategici mondiali che vengono sistematicamente
attirati in quel paese: quanto tempo ci vorra perche questa
evidenza cominci ad informare le decisioni dei grandi investitori mondiali?
Laltra macroscopica conseguenza e la perdita della credibilita
militare degli Stati Uniti: il poliziotto mondiale e
impotente sul terreno della guerriglia urbana. I protagonisti delle tensioni
mondiali sui diversi scacchieri (Israele, Palestina, Arabia
Saudita, Sudan, Centro Asia, Indonesia,) ora sanno che il gigante ha i
piedi di pappa e la mente intorbidita da una visione culturale disinformata
e puerile. Allarroganza delle parole (Mission accomplished, Bring
them on
.) non corrisponde adeguata intelligenza e capacita
di intervento militare. Qualunque warlord o sceicco
in grado di mettere in piedi un esercito di duemila motivati mujahiddin
sa che puo conquistare il suo spazio territoriale e politico e negoziare
come se fosse una potenza mondiale. Osama bin Laden sta gia ridisegnando
le sue strategie.
Altra conseguenza della profonda stupidita di Bush e dei suoi accoliti
e che la credibilita e il potere negoziale delloltranzismo
pacifista internazionale e stata enormemente esaltata: questo facilitera
liniziativa del terrorismo globale (alQaeda e una sigla
oramai superata).
Molti paesi saranno costretti a negoziare ufficialmente con
i rappresentanti del terrorismo (Arabia Saudita, Iran, Emirati, Sudan,
Nigeria
). Molti condurranno trattative segrete ed equivoche come
fece lItalia con la Libia negli anni 70.
Per noi, che per una vita abbiamo creduto negli ideali della liberta
e della democrazia e abbiamo pensato che lAmerica fosse la cultura/tutela
di questi valori, la sconfitta in Iraq e difficile da sopportare,
come a suo tempo fu difficile tollerare la vergogna di My Lai. Non ci
convince Panebianco (Gli anticorpi delorrore) sul Corriere: meglio
ammettere la vergogna con la dovuta umilta, che consolarsi con la
ambigua certezza di essere meglio di Saddam o di un qualunque
regime di sanguinario capo tribale Africano o Centroasiatico.
Essere meglio di Mugabe puo essere un vanto?
Lorenzo Matteoli
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